Agosto 2007 al campo giovani

Agosto 2007 al campo giovani
Una signora barba!!

venerdì 10 settembre 2010

aspettando novità ecco qualche foto...

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Le isolette della laguna di Cuicocha (ci siamo stati a passeggio con Maci, Alessio e Luca)





Scendendo dal Cotopaxi

venerdì 28 maggio 2010

Te amo, siempre te amé...

Ma parliamo di uno dei problemi più grandi, purtroppo non solo della nostra parrocchia, ma dell'Ecuador: l'alcohol.
Hacer "san viernes" (far santo venerdì) è un modo di dire che non ha niente di devoto: vuol dire bere e imbriagarsi con gli amici. Perchè di venerdì? Perchè al sabato molti non lavorano (e spesso hanno ricevuto la paga) e quindi possono stare a smaltire la sbornia. Al venerdì sera c'è da stare attenti a guidare. Spesso ci sono uomini barcollanti a lato della strada, o addirittura, come ci è capitato, distesi in mezzo alla carreggiata!
Scene pietose si vedono frequentemente: le mogli e i figli bambini che vanno in cerca in quartiere del papà "borracho" (=imbriago) per portarlo a casa.
L'alcohol costa poco: la punta (un distillato di canna da zucchero, sullo schifosetto) costa un paio di dollari al litro. Spesso bevono "vino" di frutta in cartone (PESSIMO!!, ma a un dollaro al litro e mezzo), o la cassa di birra (12 bottiglie da 600cc a 6,75)... I risultati però sono praticamente uguali:
Violenza familiare, incidenti stradali mortali, qualche suicidio per depressione post-balla, risse e accoltellamenti tra imbriaghi, mogli che soffrono per la situazione e in alcuni casi se ne vanno con i figli per salvarsi dalle botte e maltrattamenti vari...
Non saprei fare un quadro sociologico-statistico indicando percentuali di persone che bevono abitualmente nei fine settimana, certo è che (soprattutto raccogliendo gli sfoghi delle madri di famiglia) è un problema sociale grave.
La cosa che fa rabbia è che di domenica o martedì gli uomini non bevono... Sanno controllarsi. Però nel fine settimana non c'è autocontrollo che tenga.
Pare in aumento anche tra le donne ... Più discrete, ma anche attaccate alla bottiglia...
Vi racconto un fatto concreto successo dopo Pasqua.
Domenica sera: dopo la Messa delle 18 ero in riunione per decidere della festa della biblioteca. Suona al campanello una giovane signora (meno di trent'anni, mamma di tre figli) che avevo conosciuto e con cui avevo parlato in settimana santa. Mi dice, piangendo, che la mamma le aveva telefonato per portarle a casa un prete che parlasse al figlio, lasciato in mattinata dalla moglie con il figlioletto, per convincerlo di non fare scemenze.
Liquido la riunione e vado.
Aprono la porta e la scena che vedo è questa: un giovane (20-25 anni) mezzo nudo coperto da una coperta nel pavimento che dorme, una signora (la mamma) che raccoglie vetri rotti da terra e che mi racconta la faccenda. Il figlio la sera prima è tornato a casa ubriaco e la mattina della domenica la moglie stanca di preoccuparsi e delle liti successive alle sbornie fa le valigie, prende il figlioletto di 3 anni e torna a casa dai suoi. Smaltita la ciucca il marito si rende conto, le telefona e lei gli risponde che si è stufata e che o cambia o resta solo. Lui si arrabbia e comincia a bere. La madre (che vive al piano sopra) lo trova imbriago e cerca di parlargli, ma lui dice che senza suo figlio vuole farla finita. Preoccupata la signora vuole che un prete gli faccia una predica perchè il figlio che dice spropositi cambi.
Finchè 'sta pora donna mi racconta la storia, il figlio in questione si sveglia. La madre gli dice: Guarda che è venuto a trovarti il padre della parrocchia... Salutalo, mettiti in piedi e ascolta quello che deve dirti!".
Immaginate come mi sentivo... Avevo cercato di spiegare alla signora che finchè l'è imbriago non serve parlargli, che sarei tornato il giorno dopo o in altro momento per parlare lucidamente con il toso...
Dal pavimento cerca di ricomporsi, non riesce a mettersi in piedi e allora si inginocchia. Mi tende le mani e gliele prendo nelle mie. Con gli occhi lucidi e commosso il toso mi dice: "te amo, siempre te amè". Stavo per imboressarmi e ho dovuto fare uno sforzo sovrumano per stare serio.
In pratica, vista la barba quasi patriarcale che mi portavo addosso, mi ha scambiato per Gesù.
La professione di fede e amore al Signore era sincera, per essere ubriaco...
Alla fine a forza di dài son riuscito a convincerlo che andasse a letto a dormire.

È un problema enorme e fortemente radicato che non sappiamo bene da dove prendere...
Noi preti non beviamo mai in pubblico proprio per dare un esempio, ma non basta.
Al venerdì abbiamo cominciato a fare alcune proposte (cineforum, scuola di preghiera, incontri dei genitori della catechesi) però non basta...
Con i giovani abbiamo fatto qualche incontro per parlare di questi temi, però, purtroppo, non serve... Ti dicono "Sì" ma poi si comportano conformandosi al branco-gregge.
È estremamente difficile giudicare il "peccato" (è fatto sociale, è un modo molte volte di stare insieme,...) però i problemi restano.
Chissà che riusciamo a trovare strategie e iniziative che aiutino le persone a cambiare comportamenti per una maggiore dignità e felicità personale e familiare...

Cronaca spicciola:

Bimba che dopo la Messa della 1 Comunione si è messa a giocare con gli strumenti...




Domenica 25/4 abbiamo fatto la festa della biblioteca con concorsi di "pongo" e murales, con giochi e balli, con la vendita di libri e campagna di iscrizioni alla biblioteca. Poca gente legge, per i costi dei libri e il poco tempo libero... E pochi sanno che abbiamo una biblioteca (non grande, circa 3000 libri e molti per ragazzi): si rende necessario farla conoscere. Han partecipato circa 300 persone: speriamo che si appassionino alla lettura e che pian pianio cresca il livello "culturale" del settore.

Abbiamo celebrato domenica 2/5 la prima comunione, anzi meglio, le prime comunioni: 3 messe perchè con 177 prime comunioni la gente non ci sarebbe stata in chiesa.
Al sabato il ritiro con le confessioni dei bambini e nelle sere precedenti i genitori.
Il don Nicola ha seguito il tutto e, alla fine stanco, ma soddisfatto aveva questo fiorito aspetto!

Sabato 8/5 siccome hanno annullato la festa giovani della diocesi, abbiamo organizzato un pomeriggio di sport (campionati di calcio, basket, ballo, aereoplani di carta,...) con i giovani della zona. Son venuti un centinaio di ragazzi da 5 parrocchie. Non molti, ma siamo contenti perchè non ha piovuto, i giovani si sono divertiti, abbiamo imparato come fare meglio l'anno prossimo.

Abbiamo finito il cineforum di 3 film sul tema pastorale dell'anno: la carità. Un bel film messicano "El estudiante" (sull'amore di coppia e alla cultura), "Romero" (sull'amore alla giustizia: la storia del vescovo di san Salvador ucciso nel 1980) e "Madre Teresa" (sull'amore a Gesù nei poveri).

Stiamo preparando la festa della parrocchia (domenica 30 maggio)

venerdì 2 aprile 2010

Piedi in Cielo

Stavamo cercando una mezz'oretta tranquilla e l'ispirazione per questi auguri di Pasqua. In mezzo a mille cose che ci riempiono le giornate e il cuore in questa settimana santa ve ne raccontiamo in breve (prima di addormentarci sulla tastiera) due.

Giovedì santo: lavanda dei piedi. Visto che il tema del nostro piano pastorale per ques'anno è la carità, abbiamo scelto gli "apostoli" per la lavanda dei piedi tra le persone che svolgono un servizio in parroquia e soprattutto tra i volontari o i beneficiari del gruppo Caritas. Don Nicola ha chiesto a doña Inés se era disponibile per il lavatorio ed ha accettato. Ci sarebbe piaciuto di più poterlo fare con il marito, don Alonso (qua si dice "don" agli uomini sposati, non ai preti, chiamati invece "padre")... Ma per via del tumore, con i suoi 80 e rotti anni, si ritrova senza gambe in sedia a rotelle. Gliele hanno amputate anni fa. Il gruppo Caritas della parrocchia li sta aiutando per alcune medicine e per una nipote con la borsa di studio (beca escolar). Beh, insomma, il Nicola gliel'ha detto... La battuta poteva sembrare pesante: don Alonso, ci sarebbe piaciuto lavarti i piedi.. Ma come facciamo? E lui con il sorriso burlone e, ottimista nonostante tutto, che spesso sfoggia quando si chiacchiera insieme, risponde: non c'è problema, i miei piedi sono già in paradiso!
Splendido! Ci ha davvero commosso.
I miei piedi son già in Paradiso.

Ci domandiamo se i nostri piedi ci stanno precedendo insieme al cuore tirandoci la volata verso l'incontro con Gesù... Molte volte, noi che i piedi li abbiamo, li teniamo penosamente ancorati a terra... Gente con i piedi per terra: che brutta espressione. Don Alonso ci insegna che i piedi dovrebbero già essere in cielo: correre come Giovanni e Pietro non solo all'andata, ma soprattutto al ritorno dal sepolcro (dopo aver visto e creduto).

E così abbiamo avuto il 13° apostolo e Nicola gli ha lavato le mani (una lavata molto più bella e intensa di quella vile di Pilato!).

Poi dall'assemblea si è fatta avanti una signora che non c'entrava un emerito niente e si è tolta una scarpa e ha aspettato che Nicola le lavasse il piede... Si è messa lì e ha aspettato con la sua figlioletta a lato che guardava curiosa. "Anch'io!" sembrava chiedere. Finchè Nicola lavava il piede inatteso, Mauro a microfono commentava: Purtroppo non abbiamo il tempo di lavare i piedi a tutti, però che bello sarebbe: non solo la 14° apostola, ma tutti dovremmo poter vivere l'esperienza di lasciarci voler bene e servire non solo dal nostro parroco, ma dallo stesso Signore. Un bellissimo esempio di "spontaneità liturgica" difficile da pensare nelle nostre Messe solenni in Italia... Però è vero: anch'io! Dovrebbe essere la richiesta di ciascuno di noi... Anch'io, Signore, desidero essere partecipe e protagonista delle tue liturgie, delle tue attenzioni così amorevoli, della tua Risurrezione in questo 2010.

Venerdì santo: i giovani nei due pomeriggi precedenti han vissuto la "Pascua Juvenil", una specie di camposcuola che si vive in parrocchia facendo delle attività e partecipando alle celebrazioni del Triduo. Quest'anno son venuti in tanti: più di 80... Dalle 3 del pomeriggio fino alle 21.30-22 preparando una via crucis drammatizzata. Con tanto di crociona pesante da portare in 4 in processione, attori, ecc.

A parte il fatto che Javier si è commosso recitando la parte di Gesù in croce, questo ragazzo negro e alto in croce era davvero una figura che ha tenuto la gente in silenzio: ci ha colpito tutti.
Abbiamo messo un tot di chiodi sulla croce chiedendo perdono per questo e quell'altro (4 intenzioni preparate dai giovani) e poi abbiamo lasciato il microfono per chi avesse voluto chiedere perdono per qualcosa...
Ve lo immaginate? La coda con richieste sincere e personali (perdona Signore che non sono una buona madre, che in famiglia non sono un buon marito e mi sono sbagliato....) ... E poi si è avvicinata al microfono una vecchina vecchina, carica di rughe e ha detto con una semplicità commovente: ti prego Signore di aiutarmi a prepararmi bene alla mia morte, Señor, ten piedad.
Non paura della morte, ma confidenza e fiducia in Dio... Anche lei i piedi non li ha nella fossa, ma sono già in cielo. Potenza della Risurrezione e dell'Amore di Gesù!


Insomma: buona Pasqua,Gesù che ci dà la vita vi commuova fino a muovere i vostri piedi che vi precedano veloci in cielo per poter cambiare e trasfigurare le tante morti e oscurità della terra.

Lorenza, Mauro, Nicola

lunedì 22 marzo 2010

Storie di burocrazie ... E faccia tosta!

La legalità è un valore. E quindi da buoni cittadini cerchiamo di "cumplir con las leyes".
Dunque c'è da fare la revisione alle macchine. Una volta all'anno (per i pulmini 2 volte!).
Si paga la tassa (proporzionale al valore della macchina) per la revisione meccanica e l'altra per la "matricula" (sarebbe quello che da noi era il bollo). Dopo 72 - 96 ore il "sistema" registra il pagamento e puoi andare a far revisionare la macchina.
Da quest'anno in gennaio fanno la revisione-matricula le macchine con targa che finisce in 0, entro febbraio quelle col 1, ecc. Il chevrolet Luv rosso di Carcelèn Bajo finisce in 1 e il Pulmino Kia con 2, quindi con Nicola Zerbetto (laico Fidei Donum a Carcelèn Bajo) ci mettiamo d'accordo per andare il 28/2 alle 5.00 di mattina a metterci in coda per la revisione. Alle 4.50 c'erano 140 macchine, bus, camion prima di noi.. Sarà perchè è fine settimana e fine mese, ci diciamo, così decidiamo di tornare a letto e ripresentarci il martedì all'alba, sperando bene.
Alle 5.00 siamo lì in 11 e 12 posizione. Perfetto!
Entriamo al primo turno quando aprono alle 8.00. Parcheggio dentro e una ruota è bucata. Parti e cerca un gommista: torno dopo mezz'ora con un chiodo in mano e la gomma aggiustata. Fanno la revisione e la macchina rossa passa, ma il pulmino no (gas di scarico superiori ai limiti consentiti).
Torniamo a casa a bere un caffè e parto con la macchina rossa verso la U.V.N. (Unidad Vehicular Norte) della polizia per rifare la matricula (è il libretto di circolazione) scaduta a dicembre scorso. Arrivo alle 9.45. Mi metto nell'immancabile coda unica e lunga con le fotocopie a colori dei documenti richiesti. Dopo mezz'ora chiedo: è questa la coda per la matricola? No!! Mi fa un poliziotto, questa è per rinnovare la patente. Vada dentro. Vado dentro con un po' di fumi e allo sportello, dopo una piccola coda, spiego tutto, do i documenti e mi dicono: tutto in regola, solo che non abbiamo la carta ufficiale del ministero per stamparti il documento. Vai alla Jefatura (comando) del transito...
Ciapa la macchina. Va dall'altra parte della città, mettiti in coda dietro a una quarantina di macchine (per rifare il libretto i meccanici della polizia prendono il calco del numero del telaio e motore). Ne fanno entrare 20 alla volta. Arrivo e aprono i cancelli facendo entrare subito 20 macchine. Aspetta in macchina un'ora. Aprono di nuovo i cancelli e il serpentone entra: altre 20! Io evidentemente sono la numero 21! Boia can! Aspetto in pole position. Passa un'altra oretta (son già le 13.00) e finalmente tocca a me. Prima di entrare guardano i documenti e mi dicono: ok, tutto in regola, pero non serve che ci fai vedere la macchina, abbiamo cambiato regole. Basta che vai dentro con le carte: cercati un parcheggio e torna. Evidentemente il parcheggio comunale lì vicino era chiuso e quindi vaga fino a trovare. Entro negli uffici che sembrano moderni, con tanto di tabellone elettronico con i numeri. Toccava al numero 132. Cerco il distributore di numeretti e non c'è. Chiedo e mi dicono che nella guardiola danno i turni (scritti a penna su fogliettini di carta e firmati). Vado alla guardiola, mi metto in coda (c'erano una cinquantina di persone prima di me e aspetto, aspetto, aspetto, aspetto... La signorina della guardiola non c'è. Indi, caricato da tante code, sfortune, attese alzo la voce e chiedo, insieme a tutta la coda, se possono darci un turno o informazioni. Finalmente viene fuori il capo e dice che, siccome due ore prima era saltato il sistema (cioè i computer non avevano accesso alla base di dati della polizia) e si era riconnesso da poco, per quel giorno non avrebbero dato altri turni, perchè ne avevano già dati 200 e quindi: andate a casa! Tornate domani!
Io ero in piedi dalle 4.30 e capirete che alle 14.30 dopo un tot di code e disorganizzazioni e sfortune ero un pochino indispettito (la parola più adatta a questo pensiero è evidentemente un'altra! Ma sul blog no posso scrivere tante parolasse!). E quindi, civilmente, ma a voce alta, ho fatto le mie considerazioni sulla disorganizzazione dell'ufficio, sulla mancanza di informazioni, sul fatto che molta gente chiede permessi dal lavoro per fare i documenti e cumplir con la ley, ma non è loro permesso, ecc. Altri, poi han detto che molti che avevano il turno erano andati via, e quindi ci facessero i documenti a noi!
Irremovibile il capo ha detto di no: 200 ho detto e 200 saranno!
Poi, visto che (ciliegina sulla torta della confusione!) il tabellone si è spento, ha cominciato, in mezzo alla bolgia a chiamare i numeri a voce: numero 134, allo sportello 2! Numero 135, 136, 137...e nessuno che si faceva vivo... Arriva al 189 e uno va... Arriva al 200 e altre due persone si avvicinano allo sportello... Beh ho mantenuto la calma, però non ho resistito... Ci ho provato e mi è andata bene: senza turno mi sono avvicinato allo sportello, nel casotto disorganizzato non mi ha chiesto il numero, ha ritirato le carte e in 3 minuti avevo in mano il documento. Toh!

Le ultime notizie...



Son già passati quasi due mesi: il 2/2, dopo 4 anni di servizio e condivisione, Flavio è tornato a casa.
Flavio Brunello è il giovanotto partito insieme a me a fine 2005... Come passa il tempo!
Flavio ha concretizzato il suo servizio come laico "Fidei Donum" in parrocchia accompagnando il gruppo Caritas, la pastorale giovanile come animatore, è stato una presenza bella e importante per la gente. La testimonianza semplice della vita quotidiana spesa tra lavori, incontri, scherzi, riflessioni ha costruito comunità. Inoltre Flavio è tornato a Monselice carico di Gloria (la balda giovine che lo ha reso felicemente marito nello scorso luglio), creando legami che vanno aldilà delle frontiere. Flavio era partito licenziandosi e ora sta cercando lavoro: è una testimonianza grande di fiducia nella Provvidenza.



Siamo quindi restati don Nicola, Lorenza e io.
La vita di parrocchia sta crescendo in attività e riflessioni:


Ci siamo resi conto che mancano proposte formative per gli adulti. Per questo l'anno scorso son nati 5 gruppi biblici (chiamati C.E.Pa. = Comunità di Evangelizzazione Parrocchiali) e si incontrano ogni due settimane. Noi nella commissione centrale (con Katy, Chabela e Yarùn) scriviamo un libretto con il tema e lo facciamo vivere agli animatori che poi lo riportano nei loro gruppi. Siamo già a quota 20 libretti su vari temi (Chi è Dio Padre, Autostima, essere uomo-Donna, relazioni di famiglia, i comandamenti, le prove della vita, essere giusti, ...). In maggio vorremmo far partire altri 5 gruppi in altrettanti barrios della parrocchia: pregate che troviamo gli animatori!

La gente prega poco e conosce poco la Bibbia, così, d'accordo con il Consiglio Pastorale abbiamo iniziato una Scuola di preghiera parrocchiale, un venerdì al mese vivendo il metodo della lectio divina e alla fine spiegando come si fa e dando esercizi per casa (proprio una scuola! Molte volte quelle che si chiamano a Padova "Scuole di preghiera" sono in realtà "esperienze di preghiera", ma non insegnano un metodo). Nel primo incontro con Elìa all'Horeb abbiamo indicato come mettersi in pace per mettersi alla presenza di Dio (Statio); nel secondo con il paralitico del vangelo di Marco, abbiamo insegnato a leggere attentamente il testo sottolineando i verbi, le parole che chiamano l'attenzione,...(Lectio); venerdì scorso con Gesù che dava vita nuova a Lazzaro, abbiamo cominciato a capire cosa è la meditazione. Ci sono un'ottantina di persone (nel secondo incontro erano 130!).

Il livello culturale è generalmente molto basso. La gente legge pochissimo (per mancanza di tempo e di soldi pe comprare i libri) e noi abbiamo una biblioteca parrocchiale molto poco frequentata. Abbiamo deciso di far promozione della biblioteca e di organizzare qualche "iniziativa culturale". È nato così il cineforum a Moràn in piazza (ma morivano di freddo e c'era un faro comunale marso puntato proprio sullo schermo e quindi il secondo film l'abbiamo guardato in cappellina sullo schermo super-tecnico: ho comprato una tela bianca di 3m per 4m a 8 $ e ci abbiamo attaccato con le puntine due battiscopa per lungo). Inoltre abbiamo fatto la biblioteca viajera (un gazebo con due tavoli e un centinaio di libri fuori dopo la Messa di Moràn) perchè la gente sappia che esiste la biblioteca.

Le prime confessioni ci stanno impegnando per 3 sabati in Quaresima con 5 gruppi da 20-25 tra bambini e giovani. La festa di Pasqua, inoltre, sarà piena di celebrazioni: celebreremo alla mattina una ventina di battesimi, e alla sera una ventina di cresime (i giovani che sto preparando ai sacramenti)

Ai confini della parrocchia sta nascendo un nuovo quartiere "Ciudad Bicentenario" (nel nome celebra i 200 anni dall'indipendenza) di 2500 case. Dopo due anni di lavori stanno consegnando i primi 300 appartamenti. Stiamo facendo i passaggi per avere un ufficio parrocchiale lì sotto in mezzo a tutti 'sti casermoni per accompagnare le circa 10.000-12.000 persone che verranno ad abitare lì nel giro di un anno e mezzo. Vi aggiornerò.

Mario Zuccato è stato con noi un mesetto e, con il Pejo (don Nicola), ha saccheggiato i negozi specializzati di materiali elettrici (mi immagino le scene: "Señorita, ea me scolta: vojo e lampade a baso consumo, luce calda, da 150 Watt che vaga coea corente da 110 volt. Gavìo capìo?") per rifare l'impianto elettrico di illuminazione della cappellina di Moràn, che è adesso uno splendore dopo il restauro dell'estate e questi ultimi lavori. Grazie Mario!


Ecco dunque alcune cose della vita quotidiana in questa periferia di una città nella periferia del mondo.


P.S.
Venerdì 19/3: quinto venerdì di Quaresima. Beh, insomma, il mio parroco, che sarebbe il Pejo (alias don Nicola De Guio), si è dimenticato che era venerdì e ha dato l'ok per preparare un brodino di pollo per la gente che infreddolita avrebbe assistito ai vespri solenni in onore di san Giuseppe... No ghe sè più religiòn.

venerdì 19 marzo 2010


Da tanto non scrivo... metto qui di seguito un testo scritto con Lorenza sul sistema scolastico della nostra zona (l'han pubblicato sul giornale della Venpa, azienda che da anni e, nonstante la crisi, continua a finanziare progetti nella nostra Guarderìa e C.A.E.). Buona lettura.


Alle sette del mattino dalla finestra della casa pastoral si vedono molte mamme che accompagnano i bambini alla guarderìa (asilo) o alla escuela (scuola elementare).
La proposta scolastica dell'Ecuador è strutturata così:
2-5 anni guarderìa
5-10 anni escuela
11-17 colegio (scuola superiore)

Il livello educativo è pessimo: pensate solo che ci sono anche 40-50 ragazzini per classe. Inoltre i compiti per casa che danno maestri e professori si rifanno a schemi ripetitivi che non aiutano assolutamente a capire le cose e farsi un senso critico. Per fortuna c'è qualche rara maestra che cerca di far bene il suo mestiere... Però non è sufficiente.

Questo governo (di Rafael Correa, sinistra) da un paio d'anni sta lavorando molto per la promozione dell'educazione (e della salute). Ha obbligato i maestri a fare un esame per vedere il loro livello di preparazione, offrendo, in caso di insufficienza, un anno di formazione per i docenti. Il sindacato dei maestri ha veementemente protestato con scioperi, bloccando strade, protestando su tutti i mezzi di comunicazione... Ma si son rivelati capricci di chi non voleva migliorare il servizio pubblico mettendosi a lavorare con un po' più di professionalità. Il governo ha addirittura offerto di aumentare parecchio (praticamente raddoppiare) lo stipendio degli insegnanti formati... Queste misure fanno ben sperare per il futuro dell'Ecuador. Per ora non si vedono ancora grandi miglioramenti. Chi ha un po' di soldi continua a iscrivere i ragazzi a scuole private (soprattutto al colegio).
Chissà che questo progetto di governo continui con decisione ed efficacia!

I voti si danno su 20. Si passa con il 16 su 20. I ragazzini del C.A.E. (centro apoyo escolar) non sanno sommare, dividere, sottrarre, moltiplicare; faticano a leggere e pochissimi capiscono quel che leggono. Spesso i voti dei compiti per casa sono 0,3-0,4 su 20.
Stiamo chiedendoci perchè anche di fronte a compiti facili molti non ci arrivino... Sono ragazzini vivaci (anche troppo!), non stupidi.. E allora perchè?
Prima delle vacanze di Natale avevo spiegato a un bimbo le somme con tre cifre e le aveva capite. Ritornato dopo due settimane a casa zero assoluto! Osservando bene aveva qualche livido... Un sistema scolastico debole sommato a un sistema familiare violento, di povertà culturale e sociale, è un mix micidiale che perpetua situazioni di marginalità.
Molti genitori van via di casa per lavorare in centro a Quito (1 ora di bus per arrivare) alla mattina e tornano alla sera (altra ora di bus). I ragazzini dopo scuola si trovano da soli a casa: senza mangiare preparato e senza nessuno che stia attento. Il C.A.E. è nato proprio per questo: il comedor (mensa) perchè mangino bene, un po' di gioco e il dopo-scuola per rafforzare l'aspetto didattico.
Purtroppo ci tocca servirci sempre più frequentemente anche di uno psicologo per accompagnare alcuni casi. Mentre i ragazzini giocano si notano, infatti, comportamenti aggressivi, linguaggi, gesti e mimiche estremamente volgari; nelle attività alcuni dimostrano capacità di attenzione debolissima... Tutti sintomi preoccupanti. Cercheremo di lavorare di più nella formazione dei genitori.


Al C.A.E. Abbiamo 90 ragazzi in 4 gruppi per 7 livelli di scuola differenti. Stiamo riflettendo sull'ipotesi di costruire qualche aula in più per poter seguire meglio i bimbi rispettando la classe di appartenenza. Pensavamo di costruire un secondo piano sopra alle cucine. Stiamo chiedendo dei preventivi e progetti ad alcuni architetti. Vedremo cosa
nasce.


Lorenza Bertazzo e p. Mauro Da Rin Fioretto