Agosto 2007 al campo giovani

Agosto 2007 al campo giovani
Una signora barba!!

sabato 17 maggio 2008

Maggio, mese della comunità

La vita parrocchiale in questo momento “galoppa”… si corre (volentieri!) in tante cosette. Provo ad aggiornarvi sulla nostra vita di queste settimane…



Maggio è il mese della comunità che terminerà con la festa della parrocchia: compiamo 10 anni!


  • Abbiamo celebrato domenica 4/5 le prime comunioni. Erano circa 140 tra ragazzini e giovani. Io ho seguito la preparazione del gruppo di giovani (dai 15 ai 20 anni) che non avevano ancora celebrato confessione e comunione. Ogni domenica pomeriggio proponevo l’incontro di catechesi spiegando in sintesi le realtà centrali della nostra fede. Esperienza bellissima… forse più per me che per loro. È stata l’occasione per ripensare, ridire, approfondire, chiarirmi i contenuti della fede. Cosa vuol dire credere? Cos’è un sacramento? Come si prega? Perchè Gesù si è “inventato” la Messa? Cosa vuol dire una vita “eucaristica”? In altre parole.. perché credo? A chi e in che cosa credo?

il gruppetto dei giovani alla fine della Messa

  • Stiamo preparando la festa per i 10 anni della parrocchia il 1 di giugno. Flavio sta vendendo i 3000 biglietti della “Rifa” (lotteria) parrocchiale con ricchi premi (utili!): 1° premio una “refrigeradora” (frigorifero), 2° premio una “cocina” (forno), 3° premio una “lavadora” (lavatrice), 4° una “bicicleta” (bicicletta), 5° una “guitarra” (chitarra), 6° premio a sorpresa.Nicola sta mandando lettere a tutti i presidenti dei barrios (quartieri) e delle scuole della parrocchia perché si coinvolgano nella festa o con offerte o con un numero per il programma del pomeriggio, dopo la messa “campal” (all’aperto in piazza) e il pranzo comunitario.Stiamo organizzando il ritiro per i politici; l’incontro di riflessione e bilancio di 10 anni di vita parrocchiale con gli agenti di pastorale; le processioni con le bande delle scuole; una specie di video fotografico che faccia memoria di questa storia breve e importantissima per questo settore di mondo nella periferia nord di Quito (per chi conoscesse e utilizzasse il programma Google earth si dovrebbe vedere dal satellite la nostra zona: cercate Quito e, nella punta nord, tra Calderon e Pomasqui e più a nord di Carapungo ci siamo noi!).

    La misa campal dell'anno scorso

  • Abbiamo stampato gli inviti perché i parrocchiani possano portarli ai vicini di casa invitandoli alla festa.

  • Stiamo andando praticamente ogni sera con la statua della Madonna della parrocchia a pregare il rosario in 25 settori per conoscere le persone, farci conoscere e invitare alla festa. Martedì sera nel “conjunto residencial” (sarebbero una serie di 40-50 case a schiera chiuse dentro un muro con un guardiano armato al cancello) Rincón de Castilla 3, siccome il presidente è evangelico (protestante) non ci hanno lasciato entrare a pregare («No, gracias»), e allora sul marciapiede (e poi son venute fuori alcune persone cattoliche contente di stare con la loro “Virgencita”… termine affettuoso che si usa per la Madonna).

  • Abbiamo preparato anche il “Cd della Madonna” con 5 meditazioni scritte e registrate dal sottoscritto (su incarico del Consiglio Pastorale) perchè ogni settimana ne ascoltino una …fonti beninformate dicono sia un meraviglioso rimedio contro l’insonnia (se qualche ditta farmaceutica fosse interessata, contattatemi!)…

  • Stamattina il primo Rosario dell’aurora: una tradizione abbastanza sentita (perlomeno dai parrocchiani!): alle 5.00 si parte pregando il rosario in processione.. per fortuna toccava a Nicola! Io accompagnerò questa pratica devozional(-penitenziale) la settimana prossima! Nel pomeriggio poi celebreremo comunitariamente l’unzione degli infermi con anziani e ammalati.

  • Continuo il corso di chitarra al martedì sera con una ventina di alunni… sanno già fare i barrè e suonare “Guantanamera” e “Millón de amigos”… per cantare manca ancora molto ma non dispero… d’altronde è un corso di chitarra, non di canto! Ci esibiremo alla festa della parrocchia con queste due canzoni… magari verso la fine, così eviteremo la pioggia per quasi tutta la festa…

  • Al lunedì pomeriggio vado in seminario maggiore per insegnare un po’ di italiano ad alcuni seminaristi… in realtà parlo di pastorale giovanile, organizzazione della pastorale in parrocchia, stile del prete… il tutto rigorosamente in italiano!

  • Con la commissione dei responsabili della pastorale giovanile stiamo scrivendo il libretto di un “Campamento vacacional” (sarebbe il grest) sul Signore degli anelli per le parrocchie del vicariato e organizzando la festa vicariale dei giovani sul tema della missione.

  • Ci stiamo interessando, un po’ preoccupati, del progetto del municipio di Quito di costruire appena fuori dei confini della parrocchia un quartiere di 3000 case popolari in un paio d’anni. Vuol dire che arriveranno 12-15000 persone in tempi brevi… Vedremo con i vescovi cosa fare, come essere presenti, ecc. Vi farò sapere.

  • Stiamo preparando la visita del vescovo Antonio nel prossimo luglio, immaginando le prospettive future, scrivendo progetti, ipotesi, ecc. per poter discernere insieme come essere presenti in Ecuador.


Ecco alcune delle cose di questo periodo… non manca il lavoro e non ci si annoia!
State bene
Mauro

Foto della chiesa e piazza

giovedì 20 marzo 2008

la Croce del Sud



Domingo de Ramos (Domenica delle Palme)
La chiesa sembrava una patata al forno… c’era un forte profumo di rosmarino. Infatti invece delle palme o dell’ulivo (pianta decisamente esotica)ognuno portava un ramo di una pianta che voleva e noi avevamo potato la siepe di rosmarino del cortile distribuendo rametti qua e lá…
Finita la processione e la Messa, un sacco di gente chiedeva la benedizione con l’acqua benedetta. La foto dell’altro giorno mostra questa devozione fortissima dei nostri parrocchiani. Acqua benedetta su ramoscelli, genitori che alzavano i bambini, famiglie che venivano insieme per farsi benedire… (Si racconta, e ne abbiamo avuto conferma, che qualche anno fa un missionario - padovano!- abbia benedetto la gomma da giardiniere innaffiando poi i fedeli accorsi numerosi…).
La benedizione: Dio che dice bene di noi.


Questa una prima sottolineatura della Pasqua: Dio pensa bene di noi e ci benedice regalandoci la Sua vita; dice bene perché ama, vuol bene e si appassiona di quel che facciamo, non è indifferente nel suo cielo distante. Senz’altro dal cielo se l’è goduta un sacco domenica a benedire tanta gente con fede semplice…

Questo momento bello e simpatico credo avrà distratto un pochino Papito Dios (come dicono qui) dalle sue sofferenze… eh sì, perché per certe cose Dio ci sta male. Confessando in questi giorni, ci rendiamo conto di quante lacrime e sofferenze trovano l’unica luce in Gesú in croce. Un Dio che dice ai nostri poveri come a me e a te: «Guarda che la tua vita è più importante della mia...». Una croce non come rassegnazione alla morte e alla sofferenza, ma come Dono della Vita! Non un supplizio, ma l’indicazione per tutti i cristiani di uno stile: dare la vita perché tutti abbiano vita (e ce l’abbiano in abbondanza!). E questo è possibile perché Lui ci vuol bene.
… e si vedono segni di luce, di speranza, di risurrezione.
Se uno sta attento si accendono piccole stelle di vita: i 20 e rotti battesimi di domenica prossima (ragazzi e giovani dai 7 ai 20 anni del gruppo di catecumenado); alcune coppie in crisi che ci riprovano nonostante ferite, tradimenti, alcohol; ragazze madri che decidono scommettere sulla vita di un bimbo, nonostante le difficoltà; il vecchietto contento davvero come una pasqua per la borsa di riso, lenticchie, avena, tonno, che Caritas della parrocchia gli ha regalato (e che lui, per dignità nella sua indigenza, non aveva coraggio di chiedere..); la voglia di fare che si accende dentro di noi quando scopriamo che Dio ci vuol bene…
…ecco, ci pare che queste luci di Pasqua danno speranza e ci animano a darci da fare perché cambi qualcosa: una vita nuova-rinnovata è possibile per tutti, grazie a Dio!

Che il Signore ci aiuti in questa Pasqua a passare dalle tenebre alla luce (evviva la splendida liturgia del “lucernario” della veglia pasquale!!), ad accorgerci delle luci di vita che si accendono e che possiamo accendere.
C’è una costellazione che si chiama Croce del Sud..(eccola in una delle nostre migliori foto!) vi auguriamo di trovare nel cielo della vostra storia luci di croce (o croci di luce!?), cioè di vita piena condivisa con gli altri.

Mauro e Nicola



domenica 2 marzo 2008

Forza della natura...

In questi giorni piove. Normale nel cosiddetto “inverno” (qua in realtá il clima è sempre primaverile.. di quelli che non sai mai come vestirti, se con il maglione o in maniche corte… siamo all’equatore, ma a 2800 metri di quota). La differenza tra estate e inverno è che d’inverno piove. Dunque… piove. Qui nella sierra non ci dà grossissimi problemi… nella costa verso sud sta facendo il disastro.
Molte famiglie per l’alluvione han perso casa, letto, strade, e molte delle comoditá che reputiamo normali. C’è un metro di acqua nelle cittadine, le mucche (in alcuni posti risorsa importante) muoiono affogate o affamate perchè, non trovando mute da sub su misura, non riescono a mangiare erba o affini…la coltura del riso si sta rovinando e ne rimette anche la pesca
Mercoledì pomeriggio “goccia dopo goccia a piover cominciò”: un temporale coi fiocchi e dunque calzati gli scarponi da montagna, braghe impermeabili, giacca a vento, con pala e piccone sono andato a vigilare il livello del canaletto di scolo. Perché vi chiederete? Perché la chiesa è più bassa della strada in pendenza e capita che fiumi d’acqua (non viva come quella della samaritana!) decidano di saltare il fossetto per entrare (forse a dire una preghierina!) in chiesa accompagnati dall’amico fango (come è capitato alcune altre volte: v. foto di archivio - 2006).


L’acqua ha un potere tremendo: è proprio forte, porta giù sacchetti delle scoasse, zolle d’erba e addirittura pietre da 15-20 Kg.

La mamá Tungurahua è un vulcano attivo (qui le montagne si dividono in maschi o femmine) che in questi ultimi mesi alterna spettacolari eruzioni di lava a più frequenti “fumate” spargendo a “pieni polmoni” ai quattro venti ceneri. Non è tanto pericoloso ma sta molestando perché la cenere distrugge le colture (soprattutto il mais), i tetti delle case (la cenere pesa e i tetti sono simil-eternit) e rallenta le comunicazioni (con sassi e ceneri sulle strade).


Una natura potente che impressiona, difficile da arrestare. Ho provato con il badile a “frenare” il canale di acqua che scendeva: impossibile.
Davvero la forza della natura…
Mi domandavo: a quando la forza della cultura? La forza della grazia? La forza della solidarietà?
Quando riusciremo a far scorrere in canali inarrestabili tutto il bene che sarebbe possibile realizzare? Molte volte la nostra testimonianza e la vita cristiana è un rivoletto d’acqua che fa ridere (e preoccupa..). Per fortuna che ci sono “stagioni” delle piogge.
La Quaresima mi pare proprio, se uno vuole, la stagione della pioggia di grazia che gonfia i canali di bene che possiamo attivare. La pioggia che riattiva in noi, per amicizia con Gesú, la voglia di bene.

P.S.1 Flavio (missionario che vive qui) è a Padova (Monselice) in vacanza. Nella foto tra i giovani ha una parrucca... di solito non é proprio cosi.



P.S.2 abbiamo fatto gli esami del sangue: tutto bene! Abbiamo del buon formaggio che circola nelle vene (con uno - don Nicola- da vicino Asiago cosa pretendete?).. beh insomma .. il colesterolo un po’ alto. E dunque penitenza! Abbiamo messo in atto misure drastiche e ridotto i panini caldi con formaggio e pancetta a colazione.

P.S.3 la vita di Quaresima della parrocchia procede intensa: 3 sabati di prime confessioni (circa 120 ragazzini), le catechesi del venerdì per adulti, il film su Gesú alla domenica, il ritiro per animatori della pastorale giovanile della zona, la preparazione della Settimana Santa, le prove del coro per la notte di Pasqua, la catechesi dei giovani (sono molti quelli che non hanno ancora celebrato alcuni sacramenti)…

P.S. 4 forse staranno arrivando notizie sulla tensione Ecuador-Colombia. Se volete maggiori commenti e notizie di prima mano, Nicola e Angela nel loro blog stanno aggiornando con articoli, ecc.. L'indirizzo è http://elcaminodelsol.splinder.com

venerdì 8 febbraio 2008

Altri fiori...


Ho un sacco di foto di fiori... ve ne lascio qualcuna
































Dietro la poesia dei fiori…


14 febbraio: san Valentino… qui si celebra el “día del amor y del amistad” (giorno dell’amore e dell’amicizia)… quindi non solo i morosi!

Martedì sono andato a recuperare all’aereoporto Nicola e Flavio di ritorno da Manaus dopo un convegno sull’ecologia e aver perso una valigia (che continua viaggiando su e giù per l’America Latina… non sappiamo bene dove sia arrivata!)… aspettandoli guardavo gli aerei.. in un quarto d’ora mi ha impressionato vedere 3 aerei cargo (quelli senza finestrini per trasporto merci) enormi che stavano riempiendosi di casse e cassette di fiori. Ecuador e Colombia sono tra i maggiori produttori di Rose e Garofani nel mondo.
Mi è tornato in mente quel che mi raccontava una delle ragazze del grupo juvenil: lei (17 anni) studia in un colegio (scuola superiore) a distanza, cioè va lì al sabato e le danno un po’ di lezione e i compiti per tutta la settimana (verificando quelli della settimana prima). Va in questa scuola perché così può lavorare durante la settimana e aiutare economicamente la sua famiglia. Prima lavorava come baby-sitter e facendo i lavori domestici da una signora che la pagava circa 15 $ a settimana per stare là tutti i pomeriggi.. ma che ultimamente non la pagava. Quindi era in cerca di un altro lavoro. A metà gennaio per le strade del barrio Luz y Vida è passata una macchina con altoparlanti che offriva lavoro e ben pagato: 200$ al mese e in regola (pagando contributi e iscrizione al Seguro Social… cosa rara! La stragrande maggioranza della gente lavora in nero, senza nessun tipo di garanzia sociale…). Lei si è informata e così da due settimane sta lavorando in questa impresa che prepara fiori da esportazione. Arriva un bus alle 5.00 di mattina per”prelevare” i lavoratori e portarli a Cayambe (sarebbe un’ora di strada, ma raccogliendo tutti i dipendenti ci mette due ore) per iniziare a lavorare alle 7.00 fino alle 21.00-22.00 e ritorna a casa alle 23.30-24.00.
Per fortuna, mi confidava, tutto ciò durerà solo fino a san Valentino e poi il lavoro sarà dalle 7.00 di mattina alle 14.00 (chiaramente più le 4 ore quotidiane di bus) con lo stesso stipendio. Ieri hanno preparato 10.000 casse di rose.
Qui il costo delle rose è 1 $ …chiaramente per il mazzo di 25 unitá (lo so bene perché ogni tanto vado a comprare i fiori per la chiesa)! Quindi, facendo due conti sono circa 4 centesimi di dollaro all'una (o 0,03 €). Voi pagate, se vi va bene, 1 € a rosa (o 1,40 $ circa…). Assolutamente interessante! L’altra considerazione importante è: perché in Ecuador? Non solo perché il clima della sierra a 2500-3000 metri con tutta la luce dell’Equatore è adatto a queste coltivazioni, e il costo del lavoro è molto minore… ma anche perché la legislazione sui pesticidi è mooolto più permissiva che in Europa.
La mia amica ha acettato di lavorare solo nell’impaccare i fiori (e usa i guanti) e non in serra perché sa che si rischiano tumori e altri problemi seri, ma molti altri non ci pensano e, spinti dal bisogno di lavorare perdono la salute.

Bene… in due parole, mi verrebbe da consigliarvi di regalare a vostro/a moroso/a non dei fiori, ma qualcos’altro.. che so, una bottiglia di vino(!) o un bel libro… continuo a consigliare “E venne il sabato” di Alberto Manzi (non mi ricordo l’editrice, ma alla Feltrinelli, ordinandolo l’avevo trovato), uno dei libri più belli che io abbia letto!
Vi lascio qualche foto di fiori incontrati in questa meravigliosa natura dell’Ecuador!


roselline
Rosa del cortile di casa nostra
Fiore che si apre solo alla mattina
Fiorellini sempre del cortile di casa (foto di Flavio)

P.S. io sto bene. Ho ricominciato a correre (non solo per le attività pastorali della parrocchia, ma anche a livello sportivo), così quest’estate mi iscriveró a tutte le gare podistiche dove si vinca una soppressa! Tremate podisti… tremate!!

P.S.2 anche Angela e Nicola hanno aperto un blog (molto bello!!!) dove raccontano le vicende di una famiglia in missione: ve lo consiglio. L’indirizzo è: http://www.elcaminodelsol.splinder.com/ . E così pure don Giampaolo Assiso all’indirizzo http://www.quitoccoilcielo.com/.

sabato 5 gennaio 2008

Chi siamo: preti e laici "fidei donum"

In Ecuador siamo 6 preti (più due!) e 4 laici (più tre: i bambini!).
Dopo Natale abbiamo fatto il consueto incontro di condivisione e programmazione e per tre giorni abbiamo discusso, deciso, condiviso alcuni temi. In foto (del 28/12/07) vedete il gruppo. Provo a presentare i compagni di missione.


da sinistra in piedi: d. Mauro, d. Daniele F., Flavio, d. Francesco B., d. Giuseppe N., d. Fabio L., Angela e Anna, d. Nicola, Lara. da sinistra accosciati: d. Giuseppe A., Gianluca e Nicola, Angelo (in visita dopo anni di missione come laico in Ecuador), Samuele, d. Giampaolo A.


In Diocesi di Tulcan (al confine con la Colombia) c’è don Giuseppe Alberti che lavora come educatore e professore in seminario maggiore, come "cappellano" in una parrocchia della città e nella pastorale in carcere. Stessa diocesi, ma situazione totalmente diversa è quella di don Francesco Bonsembiante, parroco a san Juan de Lachas, parrocchia del campo con clima tropicale e varie comunitá sparse per la valle e le montagne circostanti.

Qui a Quito siamo in due parrocchie (nella peroferia all'estremo nord della città):
María Estrella de la Evangelización (sector de Morán, tra Carapungo e Calderón) con don Nicola De Guio, io, Flavio Brunello e Lara Borella.
San Lucas Evangelista (zona Carcelén Bajo) con don Giuseppe Nante, don Giampaolo Assiso (arrivato da poco più di un mese), e la famiglia Pellicchero con Angela e Nicola (papá e mamma), Samuele, Gianluca e Anna (nata qui in Ecuador il 9 settembre scorso).

Lavorano in diocesi di Esmeraldas (sulla costa a nord) don Fabio Lazzaro (parrocchia Virgen del Camino) e don Daniele Favarin (Rocafuerte) ritornati in Ecuador per differenti vicende personali, dopo una esperienza già vissuta come Fidei Donum.

La “Fidei donum” è una enciclica di Pio XII di 50 anni fa, in cui, tra le altre cose e riflessioni, si “apre” la possibilità missionaria alle diocesi e non solo alle Pontificie Opere Missionarie e alle congregazioni religiose.
Di noi, inviati espressamente dalla diocesi, preti o laici si dice che siamo preti e laici “fidei donum”.
È molto importante e interessante la presenza non solo di preti, ma anche di laici qui in missione. È la testimonianza di una chiesa (quella di Padova) che cerca di impegnarsi sul fronte dell’annuncio e della condivisione della fede con la chiesa sorella di Quito: non è solo un “prestarsi preti”, ma un cercare forme di cooperazione, di comunione tra chiese.
Non tutto è perfetto, ma la strada sembra buona!

Sate bene!

Mauro


P.S. se qualcuno (laici) stesse pensando a 2-3 anni di servizio in missione, si metta in contatto con il Centro Missionario Diocesano di Padova (cmd.pd.laici@diweb.it) per il cammino di preparazione (2 anni) e discernimento.
P.S.2 se qualcuno fosse interessato ad approfondire il tema della missionarietá gli consiglio di leggere la “Redemptoris missio” di Giovanni Paolo II (penso si trovi da scaricare nel sito del Vaticano: http://www.vatican.va/). Dove si dice, tra l’altro che la Chiesa è “per sua natura missionaria”, cioè non può non esserlo, pena il perdersi. Non è opzionale, ma obbligatorio (a Padova, come in Ecuador)! Meditiamo gente, meditiamo...

lunedì 31 dicembre 2007

Le mie meglio foto del 2007.

A fine anno i giornali e telegiornali fanno una rassegna di immagini per raccontare l’anno passato. A me piace fare foto e qualche volta imbrocco una buona inquadratura… Metto qua alcune delle foto belle che ho fatto quest’anno.
foto scattata in un villaggio di pescatori

4 in moto!!


Potenza del teleobiettivo nel parco naturale del Cotopaxi


Marzo 2007: scendendo con Flavio e Luciana dall'anticima del Cotopaxi

(qua siamo a circa 5300 metri di quota)


Tipico negozietto in strada dove si vende il porseo

(alle 10 di mattina era già a metà)