Agosto 2007 al campo giovani

Agosto 2007 al campo giovani
Una signora barba!!

venerdì 1 ottobre 2010

Ecuador... di colpo!

Da ieri molti amici han telefonato per sentire cosa sta succedendo... Mi fa piacere l'amicizia e la preoccupazione, ma mi dispiace che l'occasione per parlare dell'Ecuador si presenti solo quando c'è un po' di casino... È come accorgersi di avere una chitarra solo quando si rompe, o meglio stona una corda...
Dai per scontate e lasci in secondo piano tutte le canzoni che hai cantato e le altre 5 corde e guardi quel "mi cantino" che ormai è un re bemolle...



Fatta questa doverosa premessa (che ci lascia in sospeso l'interessarci e il raccontare delle altre 5 corde di questa meraviglia di paese e di fratelli) racconto un po' come vedo i fatti di ieri e la situazione del paese.



I fatti.
Ieri mattina a Quito (capitale) il Presidente della Repubblica con il ministro dell'interno è andato a dialogare con un gruppo delle forze dell'ordine che protestava per una legge che avrebbe abrogato alcuni privilegi (il buono economico-aumento di stipendio che seguiva le condecorazioni, le ceste natalizie, ecc.).
C'è stato qualche tafferuglio, non è stato possibile il dialogo, han sparato alcuni lacrimogeni, il presidente, convalescente per una operazione al ginocchio, è stato male (ginocchio e respirazione) e per i primi soccorsi è stato portato nel vicino ospedale della polizia. Da lì un gruppo di poliziotti non lo han lasciato uscire.
In un altro settore della città poliziotti di guardia non han lasciato entrare i parlamentari in Assemblea.
Durante la mattinata altri comandi di polizia hanno aderito alla protesta in tutto il paese bloccando strade, bruciando copertoni, smettendo di lavorare. A Guayaquil, grande città della costa, si son registrati sacheggi, furti, ecc.
Molta gente è scesa in piazza per manifestare a favore del governo. Altra gente (non ho numeri, solo commenti di parrocchiani che passavano di là) manifestava contro il governo.
I comandi di polizia ed esercito, insieme a moltissime istituzioni e rappresentanti delle ambasciate, si son presto dissociati da quel che stava succedendo.
Si son sospese le lezioni di scuola fino a lunedì ed è stato dichiarato lo stato d'emergenza per cinque giorni.
In serata gli uomini del G.I.R. (Grupo Intervenciòn y Rescate, le nostre teste di cuoio) sono entrati nell'ospedale portando fuori il Presidente. Purtroppo c'è stata una sparatoria con una ottantina di feriti e alcuni militari morti (un giornale dice 2, una radio dice 5...).
Oggi tutte le strade sono percorribili e la vita sembra tornata alla normalità.



La mia lettura:
Un colpo di stato? Un gruppetto di poliziotti ingenui? Un gran complotto? Boh...
Forse tutte le cose insieme... Il pretesto della legge del servizio pubblico sembra davvero banale e insufficiente per tutto il casino che han messo su...
C'è infatti da dire che gli aboliti meccanismi di compensazione economica (bonificazioni, ceste natalizie e regali ai figli dei dipendenti,...) erano fondamentali con gli stipendi bassi di poliziotti e militari, però questo governo ha aumentato da due a tre volte gli stipendi degli uniformati...
In una logica di risistemazione dei salari di tutti i dipendenti pubblici (non solo di polizia ed esercito) l'Assemblea ha pensato di razionalizzare i contratti e gli stipendi (riconoscendo peraltro le ore di lavoro straordinario).
Questo Presidente è uno molto intelligente, chiaro nel suo progetto politico, frontale, diretto... Anche troppo. E spesso il suo atteggiamento non favorisce un dialogo disteso.
A me pare che questo governo stia lavorando bene. Il problema delle povertà del paese non è risolto, però forti investimenti in salute ed educazione, nel sociale, il tentativo di trasformare il paese da esportatore di materie prime in produttore, i continui sforzi contro la corruzione a vari livelli, l'aumento dei salari e l'impegno perchè la gente venga assunta in regola, sono buone direzioni politiche.
Ci sono settori della società scontenti da alcuni mesi per alcune leggi o per questa riorganizzazione del paese. Ogni cambio ha i suoi limiti e i suoi scontenti.



Per tornare alla mia immagine della chitarra: questo governo potrebbe migliorare nella "concertazione"... il governo sta suonando... Forse è un rock deciso e alcuni, abituati ad altre musiche, si chiedono se e come ci possa stare un violoncello con la chitarra elettrica distorta (ascoltate il Meltdown Concert di David Gilmour !)... Nel comunicato della Conferenza Episcopale (che aggiungo più in basso) si richiama a un sempre maggior dialogo.



Mi dispiace che l'immagine che passa sia quella di paesi con "governi da operetta" e che questa immagine pregiudichi sforzi dell'intera società per migliorare e uscire da reti di sottosviluppo determinate da squilibri economici mondiali. Più che questi episodi che dicono la difficoltà di trovare accordo con minoranze, mi preoccupo di stati come Italia e Stati Uniti che promettono e si fan belli con gli obiettivi del Millennio e poi non pagano.



Mi rattrista tantissimo che siano morti poliziotti e militari... e per i feriti: ogni scintilla di violenza è una sconfitta per tutti. Il mistero del male è grande.



Chissà perchè mi torna in mente Guareschi con il commovente dialogo tra Gina Filotti e mariolino della Bruciata durante lo sciopero:
"Mariolino, credi tu che in qualche parte del mondo ci sia un posto dove si possa stare tranquilli senza odiarsi? "
"Dovrebbe esistere, questo è certo! Altrimenti non varrebbe la pena di vivere."



Chissà che tutti riusciamo a costruire pacificamente, democraticamente, profeticamente questo mondo.



P.S. ieri han fornito i dati ufficiali: 9 morti (5 a Guayaquil) e circa 300 feriti.



COMUNICADO DE LA CONFERENCIA
EPISCOPAL ECUATORIANA
Quito, 30 de septiembre de 2010


                                           LLAMADO A LA SERENIDAD Y AL DIÁLOGO POSITIVO

Los reclamos de varios sectores de la sociedad ecuatoriana en los últimos meses han desembocado en la rebeldía de la fuerza pública en el día de hoy. Se ha procedido por vías de hecho y lesionado la dignidad de la Asamblea Nacional y del Señor Presidente de la República, mientras brotes anárquicos sembraron grave inquietud en todo el país.
Para llegar a la solución de la crisis a la vista, queremos hacer un urgente llamado a todos los ecuatorianos, para que conserven la serenidad y asuman la paz social, no la confrontación, como actitud fundamental. Reconozcamos que las violencias causan trastornos sumamente dañinos y duraderos, causantes de perjuicios, a veces irreversibles, a la respetabilidad de las instituciones democráticas, a la vida y posesiones de los ciudadanos, a la solidez del sistema social.
Pedimos a los sectores que se han sentido perjudicados, especialmente a los hermanos policías y militares, que se reintegren a la honrosa función que les corresponde como guardianes del Estado de Derecho, único marco posible de la vida democrática. Sus quejas y reivindicaciones tienen cauce legal que jamás pueden abandonar.
Pedimos al Gobierno y a la Asamblea Nacional que, lejos de imponer sus decisiones en forma unilateral, se abran a un auténtico proceso de diálogo, que lleve a una convivencia constructiva y concertada; que confirmen su legitimidad cada día por su respeto a los demás y evitando la tentación de utilizar el poder que se les confirió fuera de los cauces del Estado de Derecho. Solamente un diálogo asiduo, audaz y constructivo, podrá llevarnos a un mejor Ecuador. Es importante en este momento que la libertad de expresión ciudadana a través de los medios de comunicación quede por entero garantizada.
Pedimos a Dios, que nos mira y conduce, para que vuelva de inmediato la paz social. Contribuyamos cada uno con la parte que nos corresponda.

Secretaría General de la Conferencia Episcopal Ecuatoriana

venerdì 24 settembre 2010

Porca miseria! ... E se fossimo un po' più fratelli?

Per l'ottobre missionario lo slogan è: "Spezzare il pane con tutti i popoli".
Ho scritto su questo tema la paginetta che segue.
Buon appetito!



Fatto n°1: Dopo le riunioni per preparare attività per i giovani accompagno Patricio (detto "Pato"), 20 anni, all'entrata di Carapungo a prendere il bus. Sono le 21.30. Dopo un'ora arriverà al posto di lavoro e fino a mattina preparerà il pane per guadagnarsi il pane e gli studi (di mattina dorme e pomeriggio studia!).


Fatto n° 2: mercoledì mattina, prima della Messa, passiamo da Manuel che regala 70 cioppe di pane per la colazione degli anziani. Ci da la borsa con il pane dicendo: "Hàgame el favor!" che potremmo tradurre: “fatemi questa gentilezza”. È lui che sta regalando, eppure lo vive come se ricevesse un favore!

Fatto n°3: per l'aumento del 17% del prezzo del pane scoppia una rivolta in Mozambico... milioni di mozambicani soccombono alla "dieta della miseria" ("milioni di mozambicani in immancabile sviluppo verso gli obbiettivi del millennio soccombono sempre alla dieta rigorosa della miseria. Adesso fa piangere pensarci ma uno dei segni scelti da quelle eccellenze economiche per indicare che il paese era in pieno boom era la moltiplicazione delle biciclette! E’ bastato un aumento del prezzo del pane, diciassette per cento annunciato dal governo per scombinare tutto. Ed ecco che due settimane fa un paese intero, coccolato dalla globalizzazione virtuosa è sceso in strada. In rivolta i quartieri poveri di Maputo dove gli economisti del fondo monetario non sono mai venuti per non sporcarsi le scarpe, perché non ci sono fogne e i mercati sono sempre vuoti". Così scrive Domenico Quirico a pag. 13 della Stampa del 20/9/2010) mentre facciamo una figura vergognosa insieme agli Stati Uniti come popoli tirchi e disinteressati che promettono aiuti e non mantengono la parola data (v. dati sugli aiuti per gli obiettivi del millennio).


Questi fatti mi aiutano a riflettere sul tema del pane e dei popoli... Il pane mi piace tantissimo da mangiare... Eredità di gusto di mio papà che mangia pasta, carne, verdura, addirittura la frutta, con il pane!
Il pane è simbolo di alimento basico, semplice e che non può mancare... Le patatine fritte, il gorgonzola, la nutella, la coca cola, i bagigi, possono tranquillamente mancare, il pane no!!!
Gesù è stato un genio a sceglierlo come rappresentante di ciò che dobbiamo chiedere al Padre ogni giorno, e anche nell'Eucaristia: Dio si fa presente nel pane spezzato insieme.
È curioso vedere come la prima tentazione sia il pane... È tentazione se è il pane-solo-per-me... Il mio pane. Gesù ci chiede di moltiplicarlo condividendo.
Leòn Gieco, un bravo cantautore argentino nella sua canzone "La memoria", denuncia:

“Dos mil comerían por un año
con lo que cuesta un minuto militar
Cuántos dejarían de ser esclavos
por el precio de una bomba al mar”.

(duemila mangerebbero per un anno
con quel che costa un minuto militare.
Quanti terminerebbero di essere schiavi
Con il prezzo di una bomba buttata in mare)

È drammatico leggere i bilanci degli stati: tanti soldi per la cosiddetta "Difesa"... Vuol dire che si considerano gli altri come minaccia. E pochissime risorse per la promozione umana (che risolverebbe alla radice praticamente tutti i problemi e tensioni militari del mondo). Sempre a curare gli effetti e non le cause... Siamo specialisti degli antidolorifici e non delle cure mirate, specialistiche, efficaci.

In luglio, con le valigie dei giovani seminaristi in visita in Ecuador, è arrivata in casa parrocchiale una macchina per fare il pane: di quelle che metti dentro tanta farina, tanto lievito, tanto sale, tanta acqua, chiudi il coperchio, vai a fare le tue cose e lei fa il pane. Basta attacare la spina e lei, in automatico, fa il pane. Straordinario! Meraviglioso! Eppure non abbiamo ancora fatto il pane... Perchè? La macchina va a 220 volt e qua ne abbiamo 110... Porca miseria! Sembra che il mondo abbia tutte le ricette e i mezzi per risolvere la questione del pane... Ma non ci si mette d'accordo sulla "tensione" di volontà e solidarietà che serve urgentemente: la corrente è alternata e impedisce di fare il bene. Dobbiamo trovare il trasformatore: che trasformi le 220 pie intenzioni in almeno 110 buone e concrete azioni.

Compagni! Sembra uno slogan social-comunista... Ma in realtà vuol dire quello che mangia il pane insieme a me (cum + panis), quello che è uguale a me (in veneto diremmo: "semo tuti compagni").
Questa mi sembra la chiave, il trasformatore, per vincere la miseria che è davvero porca. Riconoscere nell'altro uno uguale a me, un fratello.. Non un immigrato, un avversario, uno che mi ruba.
Per chi ha fede in Dio le frontiere sono una realtà formale (da rispettare nella legalità) ma non un valore. Il fratello è un valore (per questo diciamo "Padre nostro" e non "Padre mio"...). Per chi ha fede nell'uomo e nella giustizia (avendo come riferimento per esempio la dichiarazione dei diritti dell'uomo) è facile capire che finchè ci fosse anche uno solo a viver male perchè altri vivono troppo bene, tutti ne perdiamo in dignità.

"Spezzare il pane con tutti i popoli" vuol dire imparare da Pato, ragazzo "panadero" (fornaio) di Quito: non dormire e impegnarsi (non posso scrivere "farsi il culo") lavorando (attraverso azioni digenerosità personale e pressioni politiche) e studiando... Informazione, formazione e meditazione che diventino illumin-azione cioè azione illuminata.

"Spezzare il pane con tutti i popoli" vuol dire imparare da Manuel a donare nel silenzio capendo che quando doniamo riceviamo davvero un favore perchè cresciamo in umanità e riceviamo fratelli.

Vi prego di andare dal fornaro a comprare un po' di pane buono, fare una preghiera ringraziando per chi l'ha preparato, chiedendo che vi serva per servire e perchè tutti ne abbiano: quello per lo stomaco e quelli per saziare le "fami" profonde di tutti e ciascuno i figli di Dio.

Per chi ha un po' più di coraggio: invitate a tavola persone di altri popoli e imparate a conoscere altre culture dai racconti di tanti fratelli (è il passaggio dalla diffidenza alla fraternità passando per la convivialità). Sarà gran benedizione!

Ah... Non sarebbe male leggere la "Populorum progressio" (enciclica di Paolo VI)

lunedì 13 settembre 2010

riassunto estivo

Dove eravamo restati?

Molto indietro... Da maggio a inizio agosto i ritmi di attività sono vorticosamente aumentati... Vediamo dunque per capitoletti gli ultimi mesi:

Festa parrocchia:
sabato 29 e domenica 30 maggio la festa della comunità con rosario dell'aurora (alle 5.00 am), incontro formativo, concerto al sabato... E in teoria messa "campal" all'aperto la domenica mattina... "Pejo: pioverà?" "No, impossibile"... E infatti alla prima lettura siamo corsi tutti dentro in chiesa... Poi, per fortuna il cielo si è aperto a un po' di sole che ha permesso il pranzo comunitario, giochi, l'asta per Caritas di cose usate (una culla, un seggiolone, un letto, due fornelli, lampadari, aspirapolvere, ecc. W il riciclaggio!) e vari numeri di intrattenimento (balli, canti, scenette,...) proposti dai gruppi della parrocchia.


Cresime e chiusura catechesi:
la domenica dopo, 6 giugno, abbiamo celebrato le cresime (una sessantina) e il sabato 12 pomeriggio concluso l'anno catechistico.

Il sabato 12 alla mattina in cattedrale abbiamo avuto la gioia di celebrare l'ordinazione diaconale di Nelson, giovane (!) parrocchiano seminarista del seminario maggiore S. Josè di Quito. È di questi giorni la bella notizia che il rettore lo ha assegnato (dopo nostra letterina di richiesta) in servizio pastorale alla nostra parrocchia nonchè sua comunità di origine.

Visita seminaristi:
stanchi per le fatiche di studio, sono arrivati in visita dal 29 giugno al 17 luglio Daniele, Enrico, Mattia, Mirco, Vincenzo (seminaristi che han terminato il V anno di formazione al Maggiore di Padova) con don Giampaolo e don Giuliano. Sono stati una bella presenza sia per la compagnia, sia per i temi e le esperienze condivise insieme... Ma chiedete a loro che vi raccontino!




Formazione animatori e campamento bambini:
Anche quest'estate abbiam proposto la due giorni di formazione per animatori della zona (han partecipato in circa 150 sabato 3 e domenica 4 luglio) in preparazione all'esperienza del "campamento vacacional para niños/as ... (questo lo metterò sul prossimo articoletto). Una delle cose rilevanti è che il libretto del campamento con storia, attività, preghiere, l'abbiamo scritto con Patricio, Ceci, Darwin, Lorenza, Aurora: un grosso lavoro di riunioni, chiarirsi idee e obiettivi, trovare l'attività a tema, rileggere e correggere,... Però utile (per imparare a fare le cose intenzionalmente) e usato da diverse parrocchie della zona.
Qui in parrocchia si son creati due gruppi: i 300 bambini e i 60 adolescenti-giovani animatori. Due settimane intense. Speriamo che gli animatori continuino poi nel gruppo giovani.


Campamento adolescentes y jòvenes:
la prima di agosto abbiamo proposto attività per adolescenti e giovani. Dopo alcuni giochi di integrazione e un momento di preghiera insieme si dividevano nei corsi di ballo, chitarra, murales, tejido (tra uncinetto, ferri e ricamo), cucina, canto (con Silvia, amica in visita, maestra di coro più a gesti ed entusiasmo che in spagnolo!), teatro, mantenimento computer (montare e smontare, installare programmi, ecc.). Si sono iscritti in 100!




Festa nazionale 25 anni PJ:
l'esperienza del campamento per adolescentes y jòvenes si è conclusa ospitando una sessantina di giovani della diocesi di Ibarra (90 km a nord rispetto a Quito) per partecipare insieme alla festa nazionale per i 25 anni della pastorale giovanile dell'Ecuador. Sabato 7 e domenica 8 agosto circa 4000 giovani si son riuniti con momenti di animazione, catechesi, preghiera, festa, musica, pellegrinaggio ...

Vacanze...
Stremato da tante attività, non vedevo l'ora che arrivasse Maci (uno dei tosi del Carmine, che mi ha sopportato come animatore da quando aveva 7-8 anni... Adesso ne ha 30!) con Luca e Alessio, amici alpinisti. E con loro siam riusciti a fare un po' di montagna: passeggiate, scalate, avventure varie.


Il giro della laguna di Cuicocha (3000 - 3500 mslm), la cima del Rucu Pichincha (4700 mslm), avvicinamento al rifugio del Cayambe (questa avventura merita un racconto a parte che non tarderò a scrivere), 4 giorni nel parco del Cotopaxi tentando la cima (siamo arrivati a 5535 mslm gustandoci una stellata spettacolare, ammirando una meraviglia di alba da lassù e scendendo in mezzo a un labirinto di ghiacci da favola che , evidentemente di notte non eravamo riusciti ad apprezzare). Davvero piacevole!







Poi siamo corsi al mare per vedere le balene che passano davanti alle coste ecuatoriane ... Altra avventura con barchetta che si allontanava dalla costa affrontando ondone alte, bagnandoci dalla testa ai piedi (ma perchè si chiama Pacifico?)... Avanti verso il largo, ancora più avanti, ancora di più.. Ma cossa ghemo da rivare in giapone pa' vedare 'sti cetacei? E alla fine le abbiamo viste! Erano una balena con il suo balenetto. Emozionante.



venerdì 10 settembre 2010

aspettando novità ecco qualche foto...

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Le isolette della laguna di Cuicocha (ci siamo stati a passeggio con Maci, Alessio e Luca)





Scendendo dal Cotopaxi

venerdì 28 maggio 2010

Te amo, siempre te amé...

Ma parliamo di uno dei problemi più grandi, purtroppo non solo della nostra parrocchia, ma dell'Ecuador: l'alcohol.
Hacer "san viernes" (far santo venerdì) è un modo di dire che non ha niente di devoto: vuol dire bere e imbriagarsi con gli amici. Perchè di venerdì? Perchè al sabato molti non lavorano (e spesso hanno ricevuto la paga) e quindi possono stare a smaltire la sbornia. Al venerdì sera c'è da stare attenti a guidare. Spesso ci sono uomini barcollanti a lato della strada, o addirittura, come ci è capitato, distesi in mezzo alla carreggiata!
Scene pietose si vedono frequentemente: le mogli e i figli bambini che vanno in cerca in quartiere del papà "borracho" (=imbriago) per portarlo a casa.
L'alcohol costa poco: la punta (un distillato di canna da zucchero, sullo schifosetto) costa un paio di dollari al litro. Spesso bevono "vino" di frutta in cartone (PESSIMO!!, ma a un dollaro al litro e mezzo), o la cassa di birra (12 bottiglie da 600cc a 6,75)... I risultati però sono praticamente uguali:
Violenza familiare, incidenti stradali mortali, qualche suicidio per depressione post-balla, risse e accoltellamenti tra imbriaghi, mogli che soffrono per la situazione e in alcuni casi se ne vanno con i figli per salvarsi dalle botte e maltrattamenti vari...
Non saprei fare un quadro sociologico-statistico indicando percentuali di persone che bevono abitualmente nei fine settimana, certo è che (soprattutto raccogliendo gli sfoghi delle madri di famiglia) è un problema sociale grave.
La cosa che fa rabbia è che di domenica o martedì gli uomini non bevono... Sanno controllarsi. Però nel fine settimana non c'è autocontrollo che tenga.
Pare in aumento anche tra le donne ... Più discrete, ma anche attaccate alla bottiglia...
Vi racconto un fatto concreto successo dopo Pasqua.
Domenica sera: dopo la Messa delle 18 ero in riunione per decidere della festa della biblioteca. Suona al campanello una giovane signora (meno di trent'anni, mamma di tre figli) che avevo conosciuto e con cui avevo parlato in settimana santa. Mi dice, piangendo, che la mamma le aveva telefonato per portarle a casa un prete che parlasse al figlio, lasciato in mattinata dalla moglie con il figlioletto, per convincerlo di non fare scemenze.
Liquido la riunione e vado.
Aprono la porta e la scena che vedo è questa: un giovane (20-25 anni) mezzo nudo coperto da una coperta nel pavimento che dorme, una signora (la mamma) che raccoglie vetri rotti da terra e che mi racconta la faccenda. Il figlio la sera prima è tornato a casa ubriaco e la mattina della domenica la moglie stanca di preoccuparsi e delle liti successive alle sbornie fa le valigie, prende il figlioletto di 3 anni e torna a casa dai suoi. Smaltita la ciucca il marito si rende conto, le telefona e lei gli risponde che si è stufata e che o cambia o resta solo. Lui si arrabbia e comincia a bere. La madre (che vive al piano sopra) lo trova imbriago e cerca di parlargli, ma lui dice che senza suo figlio vuole farla finita. Preoccupata la signora vuole che un prete gli faccia una predica perchè il figlio che dice spropositi cambi.
Finchè 'sta pora donna mi racconta la storia, il figlio in questione si sveglia. La madre gli dice: Guarda che è venuto a trovarti il padre della parrocchia... Salutalo, mettiti in piedi e ascolta quello che deve dirti!".
Immaginate come mi sentivo... Avevo cercato di spiegare alla signora che finchè l'è imbriago non serve parlargli, che sarei tornato il giorno dopo o in altro momento per parlare lucidamente con il toso...
Dal pavimento cerca di ricomporsi, non riesce a mettersi in piedi e allora si inginocchia. Mi tende le mani e gliele prendo nelle mie. Con gli occhi lucidi e commosso il toso mi dice: "te amo, siempre te amè". Stavo per imboressarmi e ho dovuto fare uno sforzo sovrumano per stare serio.
In pratica, vista la barba quasi patriarcale che mi portavo addosso, mi ha scambiato per Gesù.
La professione di fede e amore al Signore era sincera, per essere ubriaco...
Alla fine a forza di dài son riuscito a convincerlo che andasse a letto a dormire.

È un problema enorme e fortemente radicato che non sappiamo bene da dove prendere...
Noi preti non beviamo mai in pubblico proprio per dare un esempio, ma non basta.
Al venerdì abbiamo cominciato a fare alcune proposte (cineforum, scuola di preghiera, incontri dei genitori della catechesi) però non basta...
Con i giovani abbiamo fatto qualche incontro per parlare di questi temi, però, purtroppo, non serve... Ti dicono "Sì" ma poi si comportano conformandosi al branco-gregge.
È estremamente difficile giudicare il "peccato" (è fatto sociale, è un modo molte volte di stare insieme,...) però i problemi restano.
Chissà che riusciamo a trovare strategie e iniziative che aiutino le persone a cambiare comportamenti per una maggiore dignità e felicità personale e familiare...

Cronaca spicciola:

Bimba che dopo la Messa della 1 Comunione si è messa a giocare con gli strumenti...




Domenica 25/4 abbiamo fatto la festa della biblioteca con concorsi di "pongo" e murales, con giochi e balli, con la vendita di libri e campagna di iscrizioni alla biblioteca. Poca gente legge, per i costi dei libri e il poco tempo libero... E pochi sanno che abbiamo una biblioteca (non grande, circa 3000 libri e molti per ragazzi): si rende necessario farla conoscere. Han partecipato circa 300 persone: speriamo che si appassionino alla lettura e che pian pianio cresca il livello "culturale" del settore.

Abbiamo celebrato domenica 2/5 la prima comunione, anzi meglio, le prime comunioni: 3 messe perchè con 177 prime comunioni la gente non ci sarebbe stata in chiesa.
Al sabato il ritiro con le confessioni dei bambini e nelle sere precedenti i genitori.
Il don Nicola ha seguito il tutto e, alla fine stanco, ma soddisfatto aveva questo fiorito aspetto!

Sabato 8/5 siccome hanno annullato la festa giovani della diocesi, abbiamo organizzato un pomeriggio di sport (campionati di calcio, basket, ballo, aereoplani di carta,...) con i giovani della zona. Son venuti un centinaio di ragazzi da 5 parrocchie. Non molti, ma siamo contenti perchè non ha piovuto, i giovani si sono divertiti, abbiamo imparato come fare meglio l'anno prossimo.

Abbiamo finito il cineforum di 3 film sul tema pastorale dell'anno: la carità. Un bel film messicano "El estudiante" (sull'amore di coppia e alla cultura), "Romero" (sull'amore alla giustizia: la storia del vescovo di san Salvador ucciso nel 1980) e "Madre Teresa" (sull'amore a Gesù nei poveri).

Stiamo preparando la festa della parrocchia (domenica 30 maggio)

venerdì 2 aprile 2010

Piedi in Cielo

Stavamo cercando una mezz'oretta tranquilla e l'ispirazione per questi auguri di Pasqua. In mezzo a mille cose che ci riempiono le giornate e il cuore in questa settimana santa ve ne raccontiamo in breve (prima di addormentarci sulla tastiera) due.

Giovedì santo: lavanda dei piedi. Visto che il tema del nostro piano pastorale per ques'anno è la carità, abbiamo scelto gli "apostoli" per la lavanda dei piedi tra le persone che svolgono un servizio in parroquia e soprattutto tra i volontari o i beneficiari del gruppo Caritas. Don Nicola ha chiesto a doña Inés se era disponibile per il lavatorio ed ha accettato. Ci sarebbe piaciuto di più poterlo fare con il marito, don Alonso (qua si dice "don" agli uomini sposati, non ai preti, chiamati invece "padre")... Ma per via del tumore, con i suoi 80 e rotti anni, si ritrova senza gambe in sedia a rotelle. Gliele hanno amputate anni fa. Il gruppo Caritas della parrocchia li sta aiutando per alcune medicine e per una nipote con la borsa di studio (beca escolar). Beh, insomma, il Nicola gliel'ha detto... La battuta poteva sembrare pesante: don Alonso, ci sarebbe piaciuto lavarti i piedi.. Ma come facciamo? E lui con il sorriso burlone e, ottimista nonostante tutto, che spesso sfoggia quando si chiacchiera insieme, risponde: non c'è problema, i miei piedi sono già in paradiso!
Splendido! Ci ha davvero commosso.
I miei piedi son già in Paradiso.

Ci domandiamo se i nostri piedi ci stanno precedendo insieme al cuore tirandoci la volata verso l'incontro con Gesù... Molte volte, noi che i piedi li abbiamo, li teniamo penosamente ancorati a terra... Gente con i piedi per terra: che brutta espressione. Don Alonso ci insegna che i piedi dovrebbero già essere in cielo: correre come Giovanni e Pietro non solo all'andata, ma soprattutto al ritorno dal sepolcro (dopo aver visto e creduto).

E così abbiamo avuto il 13° apostolo e Nicola gli ha lavato le mani (una lavata molto più bella e intensa di quella vile di Pilato!).

Poi dall'assemblea si è fatta avanti una signora che non c'entrava un emerito niente e si è tolta una scarpa e ha aspettato che Nicola le lavasse il piede... Si è messa lì e ha aspettato con la sua figlioletta a lato che guardava curiosa. "Anch'io!" sembrava chiedere. Finchè Nicola lavava il piede inatteso, Mauro a microfono commentava: Purtroppo non abbiamo il tempo di lavare i piedi a tutti, però che bello sarebbe: non solo la 14° apostola, ma tutti dovremmo poter vivere l'esperienza di lasciarci voler bene e servire non solo dal nostro parroco, ma dallo stesso Signore. Un bellissimo esempio di "spontaneità liturgica" difficile da pensare nelle nostre Messe solenni in Italia... Però è vero: anch'io! Dovrebbe essere la richiesta di ciascuno di noi... Anch'io, Signore, desidero essere partecipe e protagonista delle tue liturgie, delle tue attenzioni così amorevoli, della tua Risurrezione in questo 2010.

Venerdì santo: i giovani nei due pomeriggi precedenti han vissuto la "Pascua Juvenil", una specie di camposcuola che si vive in parrocchia facendo delle attività e partecipando alle celebrazioni del Triduo. Quest'anno son venuti in tanti: più di 80... Dalle 3 del pomeriggio fino alle 21.30-22 preparando una via crucis drammatizzata. Con tanto di crociona pesante da portare in 4 in processione, attori, ecc.

A parte il fatto che Javier si è commosso recitando la parte di Gesù in croce, questo ragazzo negro e alto in croce era davvero una figura che ha tenuto la gente in silenzio: ci ha colpito tutti.
Abbiamo messo un tot di chiodi sulla croce chiedendo perdono per questo e quell'altro (4 intenzioni preparate dai giovani) e poi abbiamo lasciato il microfono per chi avesse voluto chiedere perdono per qualcosa...
Ve lo immaginate? La coda con richieste sincere e personali (perdona Signore che non sono una buona madre, che in famiglia non sono un buon marito e mi sono sbagliato....) ... E poi si è avvicinata al microfono una vecchina vecchina, carica di rughe e ha detto con una semplicità commovente: ti prego Signore di aiutarmi a prepararmi bene alla mia morte, Señor, ten piedad.
Non paura della morte, ma confidenza e fiducia in Dio... Anche lei i piedi non li ha nella fossa, ma sono già in cielo. Potenza della Risurrezione e dell'Amore di Gesù!


Insomma: buona Pasqua,Gesù che ci dà la vita vi commuova fino a muovere i vostri piedi che vi precedano veloci in cielo per poter cambiare e trasfigurare le tante morti e oscurità della terra.

Lorenza, Mauro, Nicola