Agosto 2007 al campo giovani

Agosto 2007 al campo giovani
Una signora barba!!

venerdì 10 aprile 2009

Pasqua: intuizioni di immagini definite



San Paolo dice che qui in questa terra vediamo le cose come in uno specchio opaco, senza buona definizione, con contorni sfumati, colori indefiniti… quasi solo la sagoma del reale.
Ci piacerebbe un sacco essere Dio per vedere le cose chiaramente, così come sono… con un unico colpo d'occhio e cuore cogliere la verità tutta intera. Ma ahimè ci ritroviamo spessissimo con Pilato a chiedere: "E cossa sea la verità?".
La nostra storia personale, le vicende di Padova, la storia politica italiana (con le sciocche dichiarazioni del presidente del consiglio, riportate dai telegiornali ecuatoriani, sul prendere il fatto di dormire nelle tende della Protezione Civile come un week-end di vacanza in campeggio -scusate la parentesi, ma 'sta cosa ci ha indignato!), le differenze economiche ricchi e poveri del mondo, la crisi economica mondiale, le prese di posizione del Papa Benedetto, le storie delle persone che vivono qui in parrocchia.. Sono un mondo che facciamo fatica a decifrare e giudicare. I contorni sono troppo grandi, i problemi molte volte non sappiamo come prenderli. Una realtà troppe volte indefinita, senza un senso chiaro, senza direzione definita…
Soprattutto la sofferenza rende più nebbiosa la comprensione… la morte che è là sullo sfondo sembra cancellare i bordi della nostra vita.

Ci fa bene e aspettiamo con ansia la notte in cui "morte e vita si sono affrontate in duello", in cui il Signore della vita era morto, ma ora vivo dà senso (cioè significato e direzione) alle nostre vite.
Abbiamo voglia di dire: Cristo mia speranza è risorto e mi precede nella Galilea della nostra vita quotidiana per "ordinare il nostro ordinario" … per mettere al loro posto, con chiarezza, tutte le cose sfocate che non capiamo. Per realizzare l'immagine di Dio che ci portiamo dentro.
Crediamo che la risurrezione sia lo specchio vero e bello che ci restituisce, insieme con la gioia e la speranza, il senso delle cose. Non vince la morte! L'ultima parola è del bene! Non devo vivere nell'egoismo per cercare di strappare con qualche secondo di soddisfazioni personali qualcosa alla morte, ma posso fare come Gesù e dare un po' della mia vita, essere generoso, cercare di fare un po' contento un altro. Questo ci dà fiducia nel futuro, ci fa sentire bene e voluti bene… ci fa vivere per davvero.
Ricevere il dono della vita di Gesù ci fa davvero rinascere, e lo vediamo in molte persone. Senza la risurrezione di Gesù non ci resterebbe che comprarci un martello o una pietra di granito per smartellarci...
E invece molti qui capendo che per Dio sono importanti ritrovano voglia di vivere e lottare, di riprovarci nonostante mille cadute.

Ci piace questa foto (grazie Chiara di Stanghella!), perché ci ricorda che qualche volta ci confondiamo e guardiamo l'immagine sfocata e non il reale. Bisogna "rinascere dall'alto" come diceva Gesù a Nicodemo… e ci accorgiamo che l'unica forza capace di farci rinascere e tenere botta in un mondo che non capiamo bene è sapere che Dio ci vuole un bene da matti. E questo ci rigenera, ci fa rinascere.

Spesso per paura siamo solo l'immagine sfocata del Bene che potremmo essere.
Grazie Signore del Bene che ci vuoi e che vuoi che siamo!
Buona Pasqua a tutti, Gesù che ha sofferto per dirci che ci vuole proprio bene, ci faccia rinascere (in alta definizione) all'ottimismo!

Nicola e Mauro (parroco e vicario di una parrocchia del nord di Quito) con Flavio e Lorenza

Venerdì santo: Voglia di piangere…


In questi giorni abbiamo molto confessato: un poco in parrocchia, un poco nelle parrocchie vicine per le celebrazioni penitenziali per Pasqua.
Non rompiamo il segreto dicendo che tante persone han pianto. Ci colpisce, nella semplicità della gente di qui la serietà del loro "arrepentimiento", il dispiacere sincero (anche un po' emotivo) per le colpe commesse e per un sacco di rogne che si trovano a vivere… da problemi salute, a difficoltà economiche, a (purtroppo frequentissimi) conflitti e problemi di coppia, a solitudine, a mancanza di senso e autostima...
Dopo alcune ore di confessioni ad ascoltare ci pesava come un senso di oppressione la mole di tutta questa sofferenza. "Boia can!" continuavamo a ripeterci. Chiacchierando insieme ci dicevamo che ci piacerebbe poter togliere con un colpo di spugna queste sofferenze, ma ci rendiamo conto che non è così semplice.
Già ascoltare e condividere ridà molta speranza, l'esempio e gli atteggiamenti di Gesù, poi, rianimano, fanno sentire che Dio è vicino… che ci è passato anche Lui. Non ha evitato morte e sofferenza, ma ci si è messo dentro.
Stiamo capendo un po' quanto grande è il cuore di Gesù! Noi, semplici confessori, ci sentivamo oppressi per aver ascoltato un po' di sofferenze: Lui le ha prese su di sé! Tutte!! Come gheto fato, Signore!?
Ma quanto bene vuoi?!

Commuove.

Se ci pensiamo bene, a Gesù in croce con sopra tutta la sofferenza, l'ingiustizia, il male del mondo, ci viene da piangere. Un pianto di ringraziamento… il pianto visto in tante persone al ricevere l'assoluzione, il pianto commosso di alcuni/e guardando nelle ultime stazioni della via crucis i giovani che rappresentavano Maria con in braccio Gesù morto: le lacrime, quelle che fanno bene, di chi si sa amato/a senza merito.

Beh, insomma, ci son lacrime e lacrime: quelle della sofferenza da cui molti non sanno venir fuori (i sepolcri chiusi e oppressi da pietrone pesanti dai molti nomi… e tutti ce n'abbiamo qualcuna… qui in America Latina ma pensiamo tra le altre cose anche al recente terremoto in Abruzzo e alla "crisi" economica del nord del mondo che attanaglia molti con cassintegrazione, poca prospettiva di futuro, preoccupazioni, necessità di cambiare stile di vita. Qui purtroppo la "crisi" c'era da prima: è un fatto permanente…) e quelle delle piccole luci che l'Amore di Gesù apre nei nostri cuori perlomeno a livello di speranza e di consolazione (Lui che ci è passato non è indifferente al dolore).
Mauro e Nicola